Tipologie e metodologie di reindirizzamento – redirect di un dominio

Quali sono le tipologie di reindirizzamento di un dominio e come si implementano

Il reindirizzamento, meglio conosciuto come redirect, è la procedura che consente di spostare le visite indirizzate ad un sito web verso un altro sito, senza che l’utente ne abbia la percezione.

Tipologia

Il redirect è un comando che induce un browser a spostarsi verso un altro indirizzo. Il comando è indotto attraverso l’utilizzo di “status code” che iniziano con 3 e descrivono la ragione di quell’azione. Gli “status code” per il reindirizzamento sono:

  • 300 – multiple choices;
  • 301 – moved permanently;
  • 302 – found;
  • 303 – see other;
  • 307 – temporary redirect.

Il redirect 300 è comunemente utilizzato quando un sito può essere raggiunto in diverse lingue. Il redirect 301 è utilizzato quando lo spostamento da un dominio ad un altro deve essere permanente. Il redirect 302 si usa invece per reindirizzare un dominio senza una specifica ragione. Il redirect 303 indica che il contenuto è disponibile altrove. Il redirect 307, infine, è utilizzato per definire uno spostamento temporaneo.

In ambito SEO, il redirect 301 è considerato il migliore e per questo è anche quello più utilizzato. Indicato come particolarmente utile e adatto ai motori di ricerca, il 301 è usato quando è stato acquistato un dominio più strategico e si vuole spostare tutto il contenuto sul nuovo.

ATTENZIONE: lato SEO è fortemente consigliato effettuare reindirizzamenti da pagina a pagina, e MAI tutto verso la Home.

Utilizzato anche nel caso in cui si ha un dominio molto forte e se ne vuole acquistare altri per evitare che la concorrenza prenda il sopravvento. È considerato particolarmente utile per diverse ragioni. La prima fra tutte è che permette di spostare un dominio verso un nuovo indirizzo, senza che si perda il posizionamento acquisito con la vecchia pagina. Inoltre, assicura che gli spider del motore di ricerca indicizzino solo le nuove pagine, evitando quindi che vengano indicizzati contenuti doppi (con conseguente penalizzazione da parte di Google).

Metodologia

Il reindirizzamento può essere implementato sfruttando i codici dei più comuni linguaggi di programmazione. Vediamo come impostare il redirect 301 con codice HTML, ASP, PHP, JavaScript e su file .htaccess.

Esempio di codice in formato HTML:

<html><head>

<title>Redirect verso…</title>

<meta http-equiv=”refresh” content=”0; url=http://www.sitonuovo.it”>

</head>

<body>
Redirect in corso…
</body>

</html>

Il meta tag refresh indica il tempo che impiega il dominio per essere reindirizzato (in questo caso impostato sullo “0”).

Questo l’esempio per ASP:

<%@ Language=VBScript %><% Response.Status=”301 Moved Permanently” Response.AddHeader “Location”, “http://www.sitonuovo.it/nuova_pagina.asp” %>

Utilizzando, invece, PHP:

<? header ( “http/1.1 301 Moved Permanently” ); header ( “Location: http://www.sitonuovo.it/nuova_pagina.php” ); ?>

L’implementazione su Javascript, invece:

<script language=”JavaScript”>

function replaceLocation(){

location.replace(‘http://www.sitonuovo.it’);

}

</script>

Infine, su file .htaccess basterà inserire la riga:

Redirect 301 /old.php http://www.sitonuovo.it/new.php

A proposito del file .htaccess va detto che è strettamente legato alla riscrittura delle url su server Apache e che il suo funzionamento dipende dalla configurazione che l’hoster decide per tale web server, qualora, una volta attivata la riscrittura delle url, il nostro sito andasse in errore 500 niente paura, andrà solo commentata o decommentata, aggiungendo o togliendo il simbolo #, la stringa del file che riporta:
Options +FollowSymLinks

Reindirizzamenti aperti

Una vulnerabilità sfruttata da spammer e hacker è rappresentata dai reindirizzamenti lasciati aperti verso destinazioni arbitrarie. Gli hacker non fanno altro che inserire un codice verso un indirizzo malevolo, solitamente contenente virus, malware o contenuti pornografici. È necessario prestare attenzione a:

  • script che portano gli utenti verso un file sul server;
  • pagine di ricerca che sono interne al sito e che potrebbero avere opzioni di reindirizzamento facilmente vulnerabili;
  • sistemi di tracciamento dei click;
  • i siti proxy che rimandando gli utenti ad altri siti e possono essere attaccati con facilità.

Tra le misure di prevenzione, una delle più utili è quella di verificare la provenienza delle visite, in quanto se si giunge al sito solo attraverso un reindirizzamento, le visite devono necessariamente partire dal sito di provenienza e non da un motore di ricerca. Inoltre, nel caso di reindirizzamento ad una pagina interna, l’intervento è quello di disattivare i reindirizzamenti esterni al sito.

Strumenti SEO relativi al dominio

Per verificare il tipo di redirezione, la Rete mette a disposizione numerosi strumenti di redirect-checker che permettono, appunto, di risalire al tipo di reindirizzamento utilizzato (redirect 301, 302, ecc.) a partire dalla URL.

Per ricevere, infine, informazioni sui domini esistenti, il whois (ATTENDERE CREAZIONE PAGINA PER LINK) indica data di creazione del sito e (in alcuni casi) nome del proprietario a partire dall’inserimento della URL.