La fine della Google Authorship

La notizia che ha scosso il mondo SEO al rientro dalle ferie è stata la chiusura del progetto di Google legato all’Authorship.
Ad annunciarlo ufficialmente un post su Google+ del 28 agosto di John Mueller dove, in poche righe, viene dichiarata chiusa l’esperienza dell’authorship nei risultati di ricerca.

Le prime avvisaglie c’erano state già a giugno, mese in cui erano già scomparse le foto degli autori ma con l’annuncio di Mueller, spariscono definitivamente tutti i riferimenti finora utilizzati per attribuire la paternità di un contenuto.
Tra le motivazioni incluse nel post Mueller afferma che questa non è stata un’informazione così utile agli utenti come si poteva sperare inizialmente e che poteva addirittura distrarli differentemente da quanto si poteva pensare quando fu introdotta. All’epoca tra i vantaggi decantati oltre alla possibilità di dare all’utente una maggiore autorevolezza al contenuto si pensava che l’authorship potesse avere un’influenza positiva sul CTR.

E l’Author Rank?

Il concetto di Author Rank resta ancora valido nonostante il termine non è stato coniato da Google ma dalla comunità SEO che lo utilizza per indicare l’importanza che l’autore del contenuto può avere nel posizionamento di una pagina web.
Questo concetto ha inizialmente raggiunto popolarità quando Eric Schmidt, presidente del consiglio di amministrazione Google ne ha parlato nel suo libroThe New Digital Age senza però scendere troppo nel dettaglio. Mentre a marzo di quest’anno Matt Cutts ha confermato che l’Author Rank è stato utilizzato per la sezione degli In-depth articles.

La comunità SEO attualmente si sta interrogando per capire come farà Google a capire la paternità di un contenuto e quali implicazioni avrà la fine della Google Authorship.
Le domande sono molteplici ed è molto probabile che verranno presi in considerazione altri fattori, tra cui quelli preesistenti l’avvento della Google Authorship. Viene da pensare che di sicuro Google sarà più concentrato sul miglioramento del progetto Schema.org, il linguaggio markup di riferimento attraverso il quale è possibile “istruire” il motore di ricerca sui contenuti per generare i rich snippets.
A prescindere dalle ipotesi e le possibilità che si aprono a seguito di questa importante decisione di Google va ricordato che non occorre preoccuparsi troppo dell’Author Rank perché è solo una parte in quell’insieme più numeroso di fattori di ranking che regolano le SERP e ha effetto su un numero limitato e parziale di query.

Per approfondire: Search Engine Land